SONO IN QUANTO LEGGO? Alcune riflessioni

L’irruzione maleducata di ponyboy, mi ha fatto riflettere sulla mia risposta piena di acredine, quando era solo il caso di farmi una grassa risata e cmq non sono solita adoperarmi in un linguaggio scurrile, anche se non lo ometto…in certi casi è l’unico possibile e non è che trascenda mai; soprattutto non bestemmio, anche perchè mi infastidisce profondamente quando lo sento dagli altri, ma certa gente sembra proprio incapace di farne a meno. C’è anche di peggio: il linguaggio, la comunicazione è una trappola di sottintesi, di ricatti, di manipolazione e questo passa in modo più o meno velato, ma sicuramente i più deboli soccombono, del resto, come sempre. A questo pensavo quando ho scritto il post”SONO IN QUANTO LEGGO?”  e il film di Olmi è una provocazione che vuole far riflettere su questi aspetti della comunicazione verbale e scritta.

Io ho sempre amato i libri, davvero li ho preferiti alla gente per molto tempo. La gente mi ha annoiato spesso e tuttora, a volte mi annoia; altresì vorrei che non fosse mai così e soprattutto cerco il contattto con persone cui possa trovarmi bene…non sono pronta ad amare i miei “nemici”.

Chi sono i miei nemici è un discorso lungo, che credo farò in un altro momento…adesso vorrei terminare il senso(se ce l’ha) di questo post.

Quando si arriva al fondo del fondo; mettiamo un pozzo nero senza fine, cosa volete che importano i libri. La musica non importa più, i film non importano più, la TV meno che mai…diventa un sottofondo ossessivo per sentirsi meno soli e “cose” ben più importanti si svuotano totalmente di significato. Parlo di familiari, di amici. Parlo di mariti, mogli, fratelli, sorelle, figli e figlie. Non conta più niente!! Non l’ho letto sui libri: ho lavorato con persone affette da gravissime patologie mentali, compresi due bambini autistici. Questo ha cambiato la mia prospettiva di vedere e di sentire il mondo. Quello che conta veramente sono le relazioni umane(non le “ciance”), ma tali persone non ci credono più e non sono capaci di instaurarle, anche perchè “il consentire ad un altro di fare di noi il proprio oggetto senza reciprocità, porta a ciò che Sartre definisce EMORRAGIA INTERNA”.  Allora, per tanti di questi soggetti è meglio proprio lo svuotamento: sentire di non avere più linfa vitale che gli circola nelle vene e la ragione principale credo che sia: “Non posso, non voglio, non riesco più a fidarmi di nessuno” e tutto vortica insieme, non in un:”Non posso”, “Non voglio” per volta, in una sorta di avvicinamento/allontanamento dagli altri che è di un’angoscia devastante, e per loro(soprattutto) e cmq immaginate per chi gli vive accanto.

Questi sono argomenti che non meritano di essere trattati in modo spicciolo e superficiale. Mi fermo qui, scusandomi se sono stata approssimativa o incomprensibile.       grafema.

SONO IN QUANTO LEGGO? Alcune riflessioniultima modifica: 2008-06-01T12:55:00+02:00da grafema
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