DA COME VEDI IL MONDO TUTTO DIPENDE.

“Non è vero che il presente non esiste, filosoficamente. Dunque, alle spalle il passato, davanti il futuro…ma quel preciso momento in cui lo spirito nostro erra libero sul vento…un po’ troppo. Alle spalle il pass…insomma volevo dire: prima si stava male, ora…siamo messi male…Non c’è più l’altro, non c’è più l’interlocutore!? No signori, dimenticavo i più geniali. Siamo qui. Noi. I migliori. Voglio dire quelli che sono riusciti a togliersi di dosso la pesantezza di qualcosa che ingombra per dedicarsi allo “SMITIZZANTE”. Perché di fronte all’idiozia dei vecchi moralismi preferisco vedere l’uomo di cultura fotografato nudo su un divano a fiori. Sì, per questa sua capacità di saper vivere il gioco…insomma quelli veramente colti che con sottile ironia hanno riscoperto l’effimero. Questo è il presente! “l’effimero”. E devo dire che per uno come noi che non crede più a niente è perfetto. Basta lamentarsi! La cosa più intelligente è appunto quella di giocare di astuzia coi segnali del tempo.      Ma attenzione: tra l’avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e muovercisi dentro a proprio agio, c’è la stessa differenza che c’è tra avere il senso del comico e essere ridicoli.”                                   GiorgioGaber                                   

Da ignorante e forse qualunquista, osservo questo presente e mi stupisco, del resto inutilmente, tanto il risultato è sempre quello di non capirci niente. Io ricordo “L’insostenibile leggerezza dell’Essere” e quando si tendeva a creare come delle prefigurazioni di cose da attuare, certamente utopistiche, come il mondo migliore; l’amore tra diversi(per es. tra maschi e femmine), l’uguaglianza, la politica a favore dei più deboli. Questa progettualità andava a scapito della quotidianità, purtroppo della realtà: a volte i più “deboli” sono anche i più profittatori e si perdevano di vista coloro che ci stavano accanto come una famiglia…eccerto!! gran rottura di scatole una famiglia. Poi abbiamo riempito il nostro mondo di cose; un sacco di cose, cose su cose, ma stranamente in tutto questo pieno, s’è insinuato il vuoto, “in cui ti viene da pensare e lo confesso ci ho pensato anch’io al gusto della morte e dell’oblio”(sempre Gaber). Allora, tutti a dire, declamare, raffigurare, cantare: “Che cosa devo fare, che cosa devo dire; io dove devo andare e se un giorno arriverò cosa desiderare; cosa potrà servire, cosa dovrei imparare per resistere senza un perché” (Milagro)Ed eccoci arrivati al FUTURO: “Domani lo capirò. Domani aspetterò. Domani io ci sarò…domani…”(Milagro) Come se da  un momento all’altro le cose potessero uscire, da sole, dal silenzio del deserto e rivelarsi. Magari è proprio così!!…Non so…mi viene un’associazione:                  Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?                   (Lunga pausa semiseria)   QUALE BICCHIERE!?”                                                                                                               Aspettando che “Tanto domani arriverà lo stesso” (Vasco) i bicchieri (è un paradosso) non si fabbricheranno più, causa esaurimento liquidi essenziali, come l’acqua.                                                                                         

(Tutti gli autori di vario genere qui citati sono, nonostante possa non sembrarea me graditi, soprattutto G.Gaber).      grafema 

DA COME VEDI IL MONDO TUTTO DIPENDE.ultima modifica: 2008-06-06T18:10:00+02:00da grafema
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