PERCHE’ HO APERTO UN BLOG.

Tentando una riflessione: “Perché ho aperto un blog”??

“Ci tengo a dirlo: io non sono Piccolo – Uomo.
Questo è il risultato dei mie pensieri, è un prodotto demente.

Può corrispondere a una piccola parte della mia persona o al suo contrario; può essere la proiezione di sogni e desideri, l’esorcizzazione di ansie e paure, l’elaborazione di delusioni e sconfitte. Se sentite, pensate e vi convincete di conoscermi attraverso la lettura progressiva di queste pagine, ricredetevi. Quello che leggete qui tende ad essere slegato dal mio vissuto, smaterializzato, perciò non del tutto vero. Le parole di Piccolo – Uomo non sono arricchite dai voli alti e bassi del mio sguardo, da le mie smorfie nel parlare e i difetti di pronuncia, da pause, sudorini, gioie e sofferenze che provo nel dirle. Anch’io non vi conosco, non so chi siete, cosa sentite e cosa volete da me. Non c’è incontro. Se incrocerete la mia strada quotidiana nella ingenua presunzione di sapere chi sono, inevitabilmente e involontariamente io vi rinnegherò e voi farete altrettanto con me. Non visitate questo blog: la vostra persona qui non è la benvenuta, a differenza dei vostri commenti. Queste pagine non vi servano per conoscermi, ma eventualmente per riflettere su voi stessi. Non leggete i blog, non visitateli per fare conoscenza e conversazione.
Incontrate piuttosto le persone, leggetele lasciandovi leggere da loro”.
                     
(Dal blog di Piccolo-Uomo)

Questa visione sui blog incontra anche la mia, seppur con alcune varianti. E’ chiaro che sul WEB si è “gente” e non “persone”. Gente perché si è “Uno, nessuno e centomila”(di pirandelliana memoria), perché siamo “parti” appunto di noi stessi e con esse ci “giochiamo”, indossando ora una maschera, ora un’altra. Inoltre siamo intercambiabili e il pensiero può sbandare tra il reale e il virtuale, tra il senso legittimo del desiderare e l’illusione di emozioni e di volti che non esistono. Dove manca la “persona”, vi è altresì assenza di “oggetti reali”, cioè, in parole povere, manca l’Altro e sono le “macchine” che vengono investite di affettività, come fossero creature animate e in qualche modo ben più gratificanti dell’essere umano perché meno frustranti, meno dirette; c’è un monitor di mezzo! Non si corre il rischio di menarci e si può spegnere il PC in qualsiasi momento. Ora, molto di quanto affermato avviene anche nella cd. realtà, soprattutto il gioco delle parti perché è un modo di salvaguardarci da intrusioni indesiderate e come nel gioco degli scacchi si diventa giocatori strategici (più o meno bravi) nei confronti di un’esistenza sempre più competitiva e agguerrita.

Il blog, come ogni altra occasione, può servire per riflettere su noi stessi, sempre se è una nostra priorità, il nostro momento e non si avvertono predicozzi da strapazzo e accanimenti di sorta. Ciò non credo sia gradito né in reale, né in virtuale. Se ho aperto un blog, in questo momento, è perché avverto il bisogno di “interagire”, perché voglio sentire la percezione dell’altro, senza pretese di insegnare niente a nessuno…scrivo quello che penso, che sento, e sono disposta al confronto. Il mio blog lo intendo come un piccolo spazio di libera discussione, nel rispetto e con educazione.                                                                                                    grafema

PERCHE’ HO APERTO UN BLOG.ultima modifica: 2008-06-08T14:50:00+02:00da grafema
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9 pensieri su “PERCHE’ HO APERTO UN BLOG.

  1. Grazie della citazione!

    Si trattava ovviamente di un’iperbole, un’esagerazione di concetto, la mia, per porre l’accento su questo aspetto dei diari pubblici e virtuali. Condivido la tua riflessione.(A anche i tuoi gusti letterari, se anche a te come si intuisce piace Pirandello!)
    Per questo ti ho aggiunto nella lista (in costruzione) della mia personale Blogosfera.

    A presto,

    piccolo-uomo

  2. Grazie a te per esserti soffermato sul mio blog e cmq non sai quanto ho riflettuto su certe tue affermazioni, che ho stampato e fatte leggere anche al mio compagno. Poi con calma, a tavola, ci si passava il foglio di mano e se ne parlava. E’ stato buffo, infatti ci è venuto anche da ridere.
    Sì! anche a me piace Pirandello; diciamo che al tempo della scuola lo “divoravo”. Grazie anche per il linkaggio. A presto, grafema

  3. @ grafema

    A quanto pare ti piace anche De André.
    Ottimo: allora a linkarti c’ho azzeccato in pieno!
    Io praticamente sono cresciuto riascoltando un sacco di volte il 33 giri del concerto con la PFM…
    Pensavo che “Andrea si è perso…” si riferisse a me e che “ucciso sui monti di Trento” fosse perciò quasi un’oscura premonizione…
    A parte gli scherzi, realizzare nella mia vita il suo modo di vedere gli ultimi, gli emarginati e gli oppressi sarebbe per me uno dei “piccoli-passi” che mi prefiggo di compiere…
    Infatti ho in bozza un post anche su di lui.

    Un’ultima cosa: sarei certamente felice se decidessi di condividere le tue/vostre riflessioni commentando sul mio blog il post che vi ha fatto discutere… A parte la mia fidanzata, Mario, UPI, Claudio e Vico, non ho avuto finora nessun riscontro alle mie riflessioni.

    Ciao!

    piccolo-uomo

  4. Avremo modo senz’altro di parlare e riflettere sulla visione di vita del grande De Andrè, ma adesso l’altra cosa: alcune tue riflessioni sul post riguardanti le motivazioni di tenere un blog, mi hanno riportato indietro nel tempo, ad un’esperienza molto dolorosa, per cui ci ho pensato e ripensato prima di rifare l’esperienza-blog; difatti appena ieri volevo digitare a tutta pagina: CHIUSURA BLOG APPENA CONCEPITO, CAUSA (è una cosa mia) metabolizzazioni sferiche inacidite. Quell’altra esperienza non è una faccenda che mi sento di scrivere su un blog, poi non c’entri tu…mi si sono smosse delle cose…ho anche pianto, infine era il caso di riderci un pò su, sai per sdrammatizzare; infattti oggi sto meglio. Volevo chiudere perchè scrivere di “voler sentire la percezione dell’altro”, mi ha sgomentato…lì per lì non ci ho fatto neanche caso, ma poi mi è arrivato un pugno nello stomaco…echeccacchio, fra un pò ti racconto tutta la mia vita. Senti! se ti sta bene: “Mi puoi inviare un tuo indirizzo e-mail ACCESSIBILE? Non riesco a contattarti…poi vediamo. Penso mi farebbe bene scrivere di qualcosa che si sta appena scongelando, ma è lì lì per essere risucchiata dalla mia pervicace paranoia. Basta. Devo salutarti. Ti ringrazio del tuo interessamento alle mie insulse opinioni e non lo dico per modestia. Bhe, ciao grafema.

  5. Grazie, ho visto e hai fatto bene ad avvisarmi sul blog, perchè alcuni messaggi quella scema della mia posta elettronica me li ha infilati nella cartella-spam. Ti risponderò. A presto, grafema

  6. Se dopo il primo post, vuoi chiudere il blog, sei in buona compagnia, a me è successo lo stesso . . . e so di non essere l’unica, chiamiamola “ansia da prestazione”, o “blocco dello scrittore” . . . ti trovi lì, e pensi: “Ma che gli dico a questi . . .(chiunque essi siano) se racconto troppo di me, mi sputtano, se non mi apro, che scrivo a fare?
    Poi, come insegnano a scuola, leggi per imparare a scrivere! 😉
    E ti accorgi, che dietro ogni avatar, esiste una persona, lacrime e sangue, sorrisi e problemi . . . con la voglia di conoscere gli altri e anche se stessi!
    Ciao, benvenuto . . . adesso vado a leggere il resto e poi, passo a trovare il Piccolo Uuomo, Rosangela

  7. @ Grafema: Ho ricevuto e-mail e diligentemente risposto!

    @ Fiordicactus-Rosangela:
    “E ti accorgi, che dietro ogni avatar, esiste una persona, lacrime e sangue, sorrisi e problemi . . . con la voglia di conoscere gli altri e anche se stessi!”
    Hai davvero ragione.
    Grazie della visita, ho visto il commento e ho risposto…

    Ciao!

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